VIVARA: CANI ABBANDONATI NELL’OASI PROTETTA
Pubblicato da Francesco Lubrano Lavadera -
21/10/2010
Domenico Ambrosino – IL MATTINO
Cani randagi nella riserva naturale statale di Vivara. Gli
animali, abbandonati da persone che intendevano disfarsene, rischiano di morire
per la scarsità di cibo e di acqua sull’isolotto. Oltre a rischiare la vita, la
presenza degli animali arreca danno al patrimonio ambientale della riserva,
mettendo in pericolo la nidificazione degli uccelli. Non a caso, il decreto
istitutivo della riserva naturale vieta espressamente l’introduzione di cani su
Vivara. [ad#336x280]La situazione è stata denunciata dalle guardie volontarie della Lega
Italiana Protezione Uccelli che hanno avvertito immediatamente Mariano Cascone,
presidente dell’ente proprietario dell’isolotto, la fondazione «Ospedale Albano
Francescano» di Procida. Spiega Davide Zeccolella, membro della delegazione
isolana della Lipu: «Bisogna far presto se si vuole salvare la vita dei due
animali. Uno di essi, in profondo stato di prostrazione, era caduto all’interno
delle strutture del casotto dell’acquedotto che, attraverso le tubazioni del
ponte, porta l’acqua ad Ischia. Solo un’ardita operazione, curata personalmente
da Cascone insieme a una squadra di tecnici dell’acquedotto, prontamente
accorsi, che hanno scavato un tunnel sotto una robusta porta di ferro che
protegge la struttura, ha permesso la liberazione dell’animale. Ma, ripeto, la
situazione è estremamente grave: i cani sono magri e macilenti, rifiutano di
essere avvicinati, latrano e si lamentano in continuazione. Sopravvivono
nutrendosi delle olive che trovano nei cespugli». Il presidente dell’ente,
intanto, oltre ad essersi attivato direttamente per salvare il cane incastrato
nelle tubazioni sotterranee dell’acquedotto, ha affrontato il problema anche
sul piano burocratico investendo della situazione il Comune di Procida e l’Asl
Napoli 2. Cascone ha inoltre denunciato la situazione al Corpo Forestale dello
Stato affinché valuti anche ipotesi di reato che emergono dalla vicenda,
compresi eventuali omissioni in merito alla mancata opera di vigilanza e tutela dell’isolotto da parte degli organismi responsabili. «Parliamoci chiaro – dice il presidente dell’ente proprietario dell’isolotto – la riserva naturale di
Vivara è gestita da un apposito comitato che finora non solo non ha prodotto il dovuto piano di gestione, ma niente fa per impedire che accadano cose del
genere».








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