Napoli, gara deserta per il Metrò del mare. Pochi fondi: il servizio rischia di saltare
Pubblicato da Redazione -
In nove anni un milione e 600mila passeggeri trasportati, novecentomila miglia marine percorse – quasi 43 volte il giro del mondo – su undici linee e tra 23 scali della Campania, da Monte di Procida a Sapri, per sei mesi l’anno. Ma quest’estate il «Metro del mare», collegamento veloce sul modello della metropolitana su ferro, rischia di scomparire. Alla gara per l’affidamento del servizio, che dal 2001 rappresenta l’alternativa all’auto per raggiungere molte mete turistiche campane, non si è presentato nessun armatore: ieri mattina alle 12 sono scaduti ì termini. I funzionari e gli avvocati della Regione si sono messi al lavoro subito dopo, per delineare i possibili futuri scenari di un caso che si annuncia già scottante. Il verbale con l’esito di gara deserta è finito direttamente sulla scrivania del governatore Stefano Caldoro, che dovrà trovare il tempo per gestire personalmente il caso, almeno fino a quando non sarà nominato un assessore regionale ai Trasporti. Lo scorso anno era scaduto il contratto con gli armatori per la fornitura del servizio. Finora i trasporti sono stati assicurati dalla Metrò del mare Scarl, società consortile costituita otto anni fa, con capitale sociale detenuto per il 40 per cento dalla Snav e per il 20 per cento ciascuno da Alilauro, Alilauro Gruson e Nlg (Navigazione Libera del Golfo), che si aggiudicò la gara internazionale. Il comandante Raffaele Aiello, ultimo presidente del Metrò e amministratore delegato della Snav, spiega i principali motivi della mancata partecipazione alla gara di ieri: l’assenza di sgravi fiscali e l’aumento del prezzo del carburante. E chiede alla Regione un ritocco al prezzo del biglietto. Ma i ben informati sostengono che, alla base della decisione degli amiatori di non presentarsi alla gara, ci sia stata proprio l’incertezza del momento e la mancanza di una sorta di «assicurazione» politica, più che l’aumento dei costi d’esercizio. Un pericolo, quello di non vedere più nei nostri porti le navi del Metrò del mare, che ha persino del paradossale se sì pensa che ci sono già i fondi appostati in bilancio per il servizio, nonostante nel frattempo la giunta sia decaduta. Lo scorso anno, infatti, c’erano già i soldi per il Metrò del mare. Il bando (tre anni con opzione per i due successivi) fu rifinanziato con quattro milioni. Tanto che, soltanto due mesi fa, la stagione 2010 del Metrò del mare venne presentata alla Bit di Milano: alla Borsa internazionale del turismo i riflettori furono puntati sulle tre nuove linee («Coast Sightseeing Baia di Napoli», giro del golfo da Posillipo ai Campi Flegrei; «Coast Punta Campanella», giro della costiera sorrentina; «Sorrento by night», corse serali e notturne fra Napoli e Sorrento) e sui lusinghieri risultati finora raggiunti.
Ben duecentomila passeggeri trasportati nel 2009, novantamila solo ad agosto, con il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente: tredici unità (catamarani, aliscafi o monocarene delle compagnie di navigazione del consorzio), rispetto alle due dell’inizio, a disposizione sulle undici linee servite; Napoli, Salerno, Capri e le costiere vesuviana, flegrea, sorrentinoamalfitana e cilentana toccate dai mezzi del Metrò. Numeri e risultati che, durante la presentazione alla Bit, fecero esclamare all’allora assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta: «Non potevamo non dare risposte ai sindaci dei tanti Comuni interessati. Il Metrò del mare non rischia più l’estinzione, i trasporti sono assicurati per altri cinque anni. Uno scenario che oggi sembra radicalmente cambiato, salvo colpi di scena che
potrebbero arrivare nei prossimi giorni.



























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