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Storia Patria cade a pezzi frana la torre dei capolavori

Pubblicato da Redazione -

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L’ente del Maschio Angioino raccoglie 200 mila testi. Da 100 mila a 6500 euro: è il finanziamento che arriva dalla Regione. Storia Patria cade a pezzi frana la torre dei capolavori
È la più grande collezione di “parole” e segni grafici sul meridione. E cade a pezzi. La Società Napoletana di Storia Patria, uno dei tanti ospiti del Maschio Angioino, subisce le ingiurie del tempo nell’indifferenza generale. Trecentomila volumi, una collezione superba di disegni e stampe, mappe geografiche e carte d’archivio su tanti argomenti, il Fondo Sismico: una fotografia della vulcanologia nel mondo e del Vesuvio, Storia Patria riceve fondi dal ministero dei Beni culturali, dalla Regione e dal Comune. Mentre Roma ha sempre erogato cifre esigue (circa 11 mila euro annui), Santa Lucia dai 200 milioni di vecchie lire, dati fino alla fine degli anni Novanta, è arrivata taglio dopo taglio a 6500 euro annui. Il Comune dà 154 mila euro. In totale, neppure i soldi per spolverarlo, un patrimonio così.

Poi ci sono i danni. Due anni fa un primo incidente alla Torre San Giorgio, che custodisce il Gabinetto di Disegni e Stampe, nel cui tetto si è aperta una falla e il piccolo preziosissimo museo – con opere di Luca Giordano, Domenichino, Lanfranco, e in definitiva l’intera storia della “veduta” napoletana dal Cinquecento all’Ottocento – si è allagato. I capolavori contenuti nelle cassettiere di legno sono stati salvati stendendoli come panni al sole. Tra gli altri, sono andati al restauro: la litografia con l’Ingresso di Garibaldi a Napoli del 7 settembre 1860, con alle spalle Palazzo Doria D’Angri; il famoso Atlante Marittimo di Rizzi Zannoni e del cartografo olandese Blaeu le vedute di Napoli. Il Comune ha fatto le riparazioni ma a marzo sono caduti calcinacci e la torre è stata chiusa.
All’istituzione, fondata nel 1876, presieduta da trent’anni, fino ad aprile scorso dallo storico Giuseppe Galasso, e ora dalla storica del Risorgimento Renata De Lorenzo, manca il necessario per tirare avanti.

“Abbiamo un serio problema con la manutenzione – spiega De Lorenzo – Ogni volta che parliamo con chi di dovere ci rispondono che siamo in lista e che interverranno appena possono. A fronte di un budget reale di 100 mila euro, gli interventi richiesti sono per 800 mila”. Il patrimonio di Storia Patria, che viaggia continuamente, richiesto dalle mostre sul sud che piacque a Goethe, non è più consultabile neppure da studenti e studiosi (2000 all’anno) ai quali veniva concesso in via eccezionale.
di RENATA CARAGLIANO e STELLA CERVASIO

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